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Carlo Grubacs

(Venezia, 1802 - 1878)

Piazza San Marco verso la Basilica
Carlo Grubacs rappresenta una delle voci più evocative e impressionanti del vedutismo ottocentesco, erede diretto della grande stagione pittorica di Antonio Canal detto Canaletto, Michele Marieschi e Francesco Guardi. Nato a Venezia nel 1802, l’anno in cui lascia il mondo l’ultimo doge Ludovico Marin, Carlo Grubacs proviene da una famiglia di origini montenegrine. Si dedicò alla vita di pittore dopo aver seguito gli insegnamenti in Accademia, dove fu ammesso nel 1818. La sua carriera si svolse interamente tra i campi e i canali della Venezia ottocentesca, una città ancora sospesa fra la malinconia della decadenza e il fascino immutato della sua architettura. Apprezzato sin da vivo da collezionisti italiani e internazionali, Grubacs partecipò a numerose esposizioni, tra cui le mostre veneziane del 1846, 1853, 1855 e 1864, e le rassegne fiorentine tra il 1869 e il 1875. Le sue opere sono oggi conservate in importanti collezioni pubbliche e private, tra cui il Museo Civico di Bassano del Grappa, il Kestner Museum di Hannover e lo Stadtmuseum di Oldenburg. L'artista seppe cogliere con grande sensibilità l’anima più autentica di Venezia, ritraendo vedute della Riva degli Schiavoni, del Canal Grande, di Piazza San Marco e di scorci lagunari, spesso animati da piccoli episodi di vita quotidiana. La sua Venezia non è quella ufficiale o celebrativa, bensì una città viva e vissuta, colta nei suoi silenzi, nei suoi ritmi ordinari, nei gesti ripetuti della sua gente. Prediligeva supporti di piccolo formato e tecniche leggere come la tempera, la gouache e l’acquerello, che gli consentivano di rendere con straordinaria efficacia le trasparenze atmosferiche, i riflessi cangianti dell’acqua e le variazioni luministiche - particolarmente suggestive nei suoi notturni. Questo olio su tela rappresenta dunque un esempio raro e prezioso nella sua produzione, anche per via delle dimensioni considerevoli. La scena è dominata da una veduta ampia e ariosa di Piazza San Marco, inquadrata in direzione della Basilica, cuore monumentale e simbolico della città. Il punto di vista, lievemente sopraelevato, abbraccia l’intero respiro urbano: dalla pavimentazione geometrica in primo piano fino alla facciata bizantina della Basilica, il cui rigore architettonico viene restituito con straordinaria precisione. La composizione si caratterizza per un impianto prospettico calibrato, nitido e misurato, che guida lo sguardo attraverso una scansione ritmica dello spazio. La tavolozza forte, chiara e ben modulata è dominata da tonalità decise di rosa, sfumature calde di ocra, l’uso sofisticato di marroni e grigi. La luce dorata e diffusa permea l’intera scena, conferendole un’atmosfera vibrante e moderna, in sintonia con il gusto borghese dell’epoca. La pennellata è fine e controllata, capace di cogliere con meticolosa attenzione sia i dettagli architettonici sia il fluire discreto della vita quotidiana. Le figure che animano la piazza - passanti, coppie, bambini, talvolta personaggi distinti, vestiti con cura e raffinatezza - arricchiscono la composizione con una nota narrativa misurata e autentica.

Piazza San Marco verso la Basilica
olio su tela, cm 51 x 71
firmato in basso a sinistra: «C. Grubacs»

Bibliografia:
F. Magani, La Venezia dei Grubacs, Zel, 2017.

  • Lun - Ven: 9:00 - 13:00 | 15:00 - 19:00
  • Sab e Dom: escusivamente previo appuntamento

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