Giuseppe Nogari
(Venezia, 1699 - 1763)
Ritratto di contadinello con cesto di frutta;
Ritratto di contadinella con flauto
La splendida coppia di dipinti costituisce un esempio emblematico delle straordinarie qualità espressive di Giuseppe Nogari, uno degli artisti più significativi del XVIII secolo, la cui fama si estese ben oltre i confini di Venezia. Il Ritratto di contadinello con cesto di frutta ritrae un giovinetto dai lineamenti dolci ed infantili, il volto rotondo e delicato, illuminato da una luce calda che ne esalta la carnagione rosa, lievemente accesa dal rossore delle guance. Le mani, sottili e aggraziate, sorreggono con spensieratezza un cesto di frutta. La bellezza naturale del giovane è esaltata attraverso l’uso sapiente della luce, che avvolge il volto e le mani, accentuando la morbidezza della sua espressione. Nel Ritratto di contadinella con flauto, la giovane protagonista appare nella sua eterea giovinezza, emergendo con grazia dal suo abito settecentesco celeste. Il viso, soave e fanciullesco, è incorniciato da un’acconciatura ordinata, mentre la luce si riflette nell’orecchino e nel delicato brillare degli occhi. Il flauto che stringe tra le mani diventa simbolo del suo legame con la musica, mentre lo sguardo, diretto verso lo spettatore e accompagnato da un sorriso appena accennato, suggerisce una personalità vivace e giovanile. I tratti dolci ed espressivi si avvicinano molto a quelli del protagonista di Giovinetto (1), dipinto realizzato da Nogari indicativamentetra il 1725 e il 1740 e custodito alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano. Queste opere, realizzate con scrupoloso realismo, rappresentano una raffinata fusione di elementi culturali veneziani, con una chiara impronta piazzettesca, e suggestioni di matrice nordica. L’influenza rembrandtiana risulta evidente ma Nogari la rielabora in chiave decorativa, attenuando la componente drammatica e psicologica tipica del maestro olandese per restituire una serenità che permea l’intera composizione. La scelta di un fondo scuro uniforme, che non predomina mai sul soggetto ma piuttosto lo esalta, amplifica l’effetto di intimità e profondità. Questi ritratti si inseriscono pienamente nell’evoluzione del linguaggio pittorico dell’artista, che, dopo aver avviato la sua carriera nel campo della pittura religiosa e allegorica, si distinse per la sua dedizione alle “teste di carattere” e ai ritratti di genere, realistiche mezze figure di uomini e donne, fanciulli e vecchi, straordinariamente espressivi e coinvolgenti. Il suo stile, assai peculiare e immediatamente riconoscibile, si distingue per i delicati contrasti chiaroscurali e per gli effetti di controluce altamente suggestivi ed efficaci. La maestria nel trattamento dei volumi consente di conferire ai personaggi un senso di vita palpabile. La tavolozza, incline a un delicato cromatismo tonale tipicamente veneziano, fonde gradazioni calde e affettuose con valori luministici attenuati e soffusi. Il marchese Ottavio Casnedi, noto per la sua passione per l’arte, giocò un ruolo determinante nell’affermare la carriera dell'artista, commissionandogli numerosi lavori e favorendo il suo incontro con il pubblico milanese e torinese. Nel corso della sua vita, Giuseppe Nogari divenne un punto di riferimento indiscusso nell’ambito artistico veneziano, tanto da essere uno dei soci fondatori dell’Accademia di Belle Arti di Venezia e presidente della stessa nel 1762.
Ritratto di contadinello con cesto di frutta;
Ritratto di contadinella con flauto,
secondo quarto del XVIII secolo, olio su tela, cm 47 x 61
Bibliografia:
1. Giuseppe Nogari (Venezia, 1699 – 1763), Giovinetto, 1725-40, olio su tela, cm 43x 55, Pinacoteca Ambrosiana (Milano);
R. Pallucchini, La pittura nel Veneto. Il Settecento. Milano: Electa, 1995, tomo I.


