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zuccarelli paesaggio

Francesco Zuccarelli

(Pitigliano, 1702 - Firenze, 1788)

Paesaggio fluviale con pastori e armenti
Opera di straordinaria raffinatezza emotiva e coinvolgente intensità visiva, il dipinto incarna pienamente l’essenza della pittura arcadica e pastorale del Settecento. Francesco Zuccarelli, uno degli interpreti più significativi di questo genere, impiega pennellate morbide e vaporose che, pur rendendo con minuziosa precisione la complessa iconografia del paesaggio, dissolvono la materia pittorica in evanescenti effetti di luminosità atmosferica. Formatosi a Roma come pittore di figura sotto la guida di Giovanni Maria Morandi e di Pietro Nelli, Zuccarelli intraprese inizialmente la via della pittura sacra e dei ritratti. Tuttavia, come annotato da Luigi Lanzi (1), fu il romano Paolo Anesi a orientare il giovane artista verso la pittura di paesaggio, suggerendo un cambio di direzione che si rivelerà cruciale nella sua carriera. Tale affermazione trova conferma nell’analisi dei lavori di Anesi precedenti all’anno 1730, benché sia altrettanto plausibile che l’influenza dell’opera di Andrea Locatelli, anch’egli erede del paesaggio classico di Francesco Albani e Claude Lorrain, abbia lasciato un segno importante nel giovane Zuccarelli. Nel 1732 l’artista pitiglianese si trasferì a Venezia, dove avvenne un radicale mutamento stilistico e tematico, iniziando a dipingere paesaggi arricchiti da figure affascinanti, mescolando armoniosamente la dolcezza della natura con la grazia delle forme umane. Come riporta lo storico dell’arte e scrittore bergamasco a lui contemporaneo Francesco Maria Tassi, che lo ospitò nella sua villa di Celadina nel 1736, nel 1747-48 e nel 1751, Zuccarelli combinava la freschezza e la bellezza del paesaggio con una figura che non solo eguagliava quella dei pittori contemporanei, ma competeva anche con quella degli antichi, grazie a una naturalezza senza pari nei colori e nelle posture (2). Raffinati conoscitori e importanti collezionistisi contendevano le opere di Zuccarelli, il quale lavorò anche per Anton Maria Zanetti Senior, il feldmaresciallo Matthias von der Schulenburg, Francesco Algarotti e Joseph Smith, grazie al quale la sua fama si estese fino in Inghilterra, tanto che nel 1752 si trasferì a Londra dove rimase per un decennio. Dopo un ritorno nella capitale inglese nel 1765, fu insignito, nel1768, del titolo di membro fondatore della Royal Academy, il massimo riconoscimento internazionale dell’epoca. Nel 1771, tornato a Venezia, fu nominato presidente dell’Accademia Veneziana di Pittura, per poi trasferirsi a Firenze nel 1774, dove, pur nell’avanzata età, continuò a insegnare con fervore all’Accademia del Disegno. Il dipinto Paesaggio fluviale con pastori e armenti offre una visione eterea e sublime di una natura ideale, che trae ispirazione dall’arte di Marco Ricci, con il quale Zuccarelli si era confrontato a Firenze negli anni Venti. I motivi tipici dell’arte di Ricci, come gli alberi contorti e spezzati che fungono da quinta scenica e contrastano il cielo con le magnifiche foglie, e l'ampia e distesa veduta paesistica, risuonano fortemente nel dipinto, dove il paesaggio si apre con dolcezza, con piani che declinano morbidamente e creano un perfetto equilibrio compositivo. La narrazione figurativa si inserisce felicemente in questa vastità panoramica, avvolta da una luminosità diffusa e coronata dal profilo del monte reso con effetti di trasparenze atmosferiche. Uomini e animali, disposti lungo i sentieri, si muovono vicino a un edificio rustico, dominato da una torre cilindrica, che contribuisce a enfatizzare l’aspetto idilliaco e pastorale della scena. L’opera si colloca nella prima fase del soggiorno veneziano di Zuccarelli, intorno al 1735, quando l’artista mediava in modo sublime il gusto del paesaggio classico, ereditato dalla tradizione romana, con l’incanto della visione veneta, da Marco Ricci a Giambattista Cimaroli.

Paesaggio fluviale con pastori e armenti, 1735 circa, olio su tela, cm 120 x 145

Expertise: prof. Dario Succi

Bibliografia:
1. L. Lanzi, Storia pittorica della Italia. Bassano: Remondini, 1795-96;
2. F. M. Tassi, Le vite de’ pittori, scultori,architetti bergamaschi. Bergamo: Locatelli,1793;
Da Canaletto a Zuccarelli. Il paesaggio venetodel Settecento, catalogo della mostra a cura di A. Dalneri e D. Succi, [Udine, 8 agosto – 16novembre 2003], Udine: Arti grafiche friulane, 2003.

  • Lun - Ven: 9:00 - 13:00 | 15:00 - 19:00
  • Sab e Dom: escusivamente previo appuntamento

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