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Alessandro Milesi

(Venezia, 1856 - 1945)

Ritratto di bambina
La dolce bambina, nelle sue eleganti scarpette e avvolta in un candido abitino bianco che le lascia scoperte le sottili braccia e le gambette, fu immortalata dal pittore veneziano Alessandro Milesi nei primi anni del Novecento. In questo periodo di grandi mutamenti sociali e culturali, che segnarono l’alba del nuovo secolo, alcuni pittori veneziani iniziarono ad esplorare nuove modalità espressive attraverso l’uso di pennellate larghe e decise. Quest’opera si caratterizza per una pennellata densa, materica e generosa, capace di conferire all’insieme un effetto corposo e vibrante. In alcuni passaggi, la vischiosità della materia risalta maggiormente e i colori puri emergono in rilievo, conferendo una qualità sensoriale alla superficie. I segmenti e le linee curve di colore creano una direzionalità prospettica che guida lo sguardo e modella in particolare lo sfondo alberato. La tessitura cromatica, vellutata e avvolgente, si compone di verdi brillanti, declinati in varie tonalità pulsanti, accostati al bianco vivo e striato, al rosa e a una gamma di marroni. Alessandro Milesi frequentò l’Accademia di Belle Arti di Venezia dal 1869 al 1873, sotto la guida di Michelangelo Grigoletti. Il suo esordio avvenne all’Esposizione di Torino del 1879, ma il vero successo giunse a Milano nel 1881. Le sue prime opere, tra ritratti e scenette di genere che tanto devono a Giacomo Favretto, lo resero subito gradito agli occhi del pubblico e della critica. Durante gli anni Ottanta e Novanta, Milesi si distinse come erede del piglio narrativo di Favretto, pur evidenziando la delicatezza che gli derivava dall’influenza di Ettore Tito. Nel 1895 partecipò alla Biennale veneziana, esponendo regolarmente alla manifestazione fino al 1932. Per lungo tempo la sua pittura trovò ispirazione nei pescatori, gondolieri e popolane, figure emblematiche e altamente rappresentative della sua Venezia. Con l’inizio del Novecento, pur mantenendotali ambientazioni, i suoi dipinti acquisirono un carattere più serio e meditativo, diventando una narrazione critica della contemporaneità. Fu in questi anni che si dedicò alla ritrattistica, raffigurando donne dell’alta società veneziana, politici, intellettuali, scrittori, poeti, musicisti, attrici e direttori della Biennale. A causa della progressiva perdita della vista, la sua attività pittorica si concluse negli anni Quaranta, quando ormai anziano, smise di dipingere.

Ritratto di bambina,
Inizio del XX secolo, olio su tela, cm 80 x 60
Firmato in basso a sinistra: «A. Milesi»

  • Lun - Ven: 9:00 - 13:00 | 15:00 - 19:00
  • Sab e Dom: escusivamente previo appuntamento

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