Giovanni Battista Cimaroli
(Salò, 1687 – Venezia, 1771)
Il molo verso la Basilica della Salute
Al valente e meticoloso pennello di Giovanni Battista Cimaroli si deve la splendida veduta, che immortala uno degli scorci più emblematici e celebrati della città lagunare. In primo piano si dispiega il Molo della Piazzetta, mentre sullo sfondo si staglia la Punta della Dogana, dominata dalla celebre Basilica della Salute, capolavoro dell’architetto Baldassarre Longhena, sommo interprete del Barocco veneziano. Sul versante destro della composizione sierge con solenne armonia la facciata della Libreria Marciana, concepita da Jacopo Sansovino su modelli dell’antichità classica romana, nobilitata da una sequenza di statue che si ergono a coronamento del cornicione. Le radici biografiche dell’artista affondano sulle placide sponde del Garda, nella cittadina di Salò. La prima formazione pittorica avvenne presso la bottega del paesaggista Antonio Aureggio a Brescia, che Cimaroli abbandonò nell’agosto del 1711 in favore di Bologna, dove perfezionò la propria arte sotto la guida del celebrato battaglista Antonio Calza, destinato a divenire anche suo cognato. Pur mancando documentazione sui suoi esordi veneziani, è certo che già nel 1722 fosse pienamente inserito nel milieu artistico della città: in quell’anno fu scelto dall’impresario teatrale Owen MacSwiny per affiancare illustri protagonisti del Settecento veneziano - Giambattista Pittoni, Sebastiano e Marco Ricci e il giovane ma già promettente Antonio Canal detto il Canaletto– nella realizzazione del fogliame in quattro composizioni allegoriche dedicate a celebrità britanniche del recente passato. Questo sodalizio professionale fu cruciale, non solo per la risonanza del progetto, ma segnò anche una svolta determinante nella parabola stilistica di Cimaroli, per il profondo influsso esercitato da Canaletto sul suo linguaggio pittorico. Ne assimilò l’impareggiabile luminosità tersa e la purezza atmosferica delle sue vedute, al punto da generare, in alcuni casi, una stupefacente osmosi stilistica che rese le due mani difficilmente distinguibili. Dal 1726 al 1737 Cimaroli risulta iscritto alla Fraglia dei Pittori Veneziani, e proprio negli anni Trenta del Settecento si apre una nuova, feconda stagione della sua attività artistica, segnata da una produzione copiosa ed apprezzata. Veneziano d’adozione, Cimaroli conquistò il gusto di un pubblico internazionale grazie ai suoi brani campestri e paesaggi veneti - che recano la chiarissima impronta di Francesco Zuccarelli- e le vedute veneziane, interpretate con uno sguardo sensibile e fortemente influenzato dal modello offerto dall’illustre Canaletto, proficuo serbatoio di temi e suggestioni. Il Molo verso la Basilica della Salute, con la sua tavolozza sobria, le tipiche e inconfondibili macchiette e la pacata descrizione degli elementi architettonici sotto un cielo ricco di nubi cumuliformi, rappresenta una testimonianza eloquente della sua poetica. Essa si configura come un documento visivo di rara efficacia, una sorta di cronaca pittorica del quotidiano veneziano, descritta con acume e straordinaria resa luministica. L’atmosfera che si respira è limpida e l’accuratezza dei dettagli architettonici rivela una maturità stilistica compiuta, in cui lo sguardo dell’artista si rivolge con pari sensibilità al contesto ambientale e alla struttura scenica. La solidità dell’impianto compositivo e il nitore pittorico permettono infatti di datare l’opera intorno al 1740. L’eccellenza qualitativa della sua produzione lo proiettò al centro della scena collezionistica veneziana, suscitando l’interesse di mecenati d’eccellenza, come Zaccaria Sagredo, il console britannico Joseph Smith e il maresciallo Von der Schulemberg. Nei libridi casa del condottiero tedesco figurano due vedute di Venezia acquistate nel 1736, preziosa testimonianza del segmento vedutista della sua attività. Se la produzione paesaggistica di Cimaroli, più prolifica, si sviluppò intorno a un repertorio di temi arcadici, punteggiati talvolta da rovine classiche o deliziosi borghi lungo la Riviera del Brenta, le vedute veneziane costituiscono una sezione assai più rara e ricercata del suo catalogo. Proprio per questo, il dipinto assume un valore emblematico, che ne fa una manifestazione esemplare, da porre in relazione con altre opere analoghe, come la Veduta del Canal Grande con la chiesa della Carità della Hunterian Collection dell’Università di Glasgow e la spettacolare Caccia dei tori in piazza San Marco, un tempo nella collezione di Francis Watson a Londra, ritenuta frutto di una collaborazione diretta con Canaletto.
Il molo verso la Basilica della Salute
1740 circa, olio su tela, cm 74 x 57
Expertise: prof. Dario Succi
Esposizioni:
Canaletto. Venezia e i suoi splendori. Treviso, Casa dei Carraresi, 23 ottobre 2008 – 5 aprile2009;
Studiosi e libertini. Il Settecento nella città di Giorgione. Francesco Maria Preti. Castelfranco Veneto, Museo Casa Giorgione – Palazzo Soranzo Novello, 25 gennaio - 6 aprile 2025.
Pubblicazioni:
Canaletto. Venezia e i suoi splendori, [Treviso,Casa dei Carraresi, 23 ottobre 2008 – 5 aprile2009], catalogo della mostra a cura di G. Pavanello, A. Craievich. Venezia: Marsilio, 2008, pp. 192-93, fig. 63;
Studiosi e libertini / Il Settecento nella città di Giorgione / Francesco Maria Preti, catalogo della mostra a cura di D. Dal Pos, [25 gennaio– 6 aprile 2025, Castelfranco Veneto], Crocetta del Montello: Antiga, 2025, p. 236, n. 81.


