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Antonio Sandi (Puos d'Alpago, 1733 - Alpago, 1817)

Veduta del Porto di Chioggia ai Lidi di Venezia;
Veduta del Porto di Malamocco ai Lidi di Venezia

Nato a Puos d’Alpago il 9 ottobre 1730, Antonio Sandi intraprese la sua formazione artistica presso la bottega del bellunese Antonio Baratti, al fianco di Giuseppe Daniotto. Poche sono le notizie biografiche: il suo talento lo portò a trasferirsi a Venezia in epoca imprecisata, dove trascorse gran parte della sua esistenza, collaborando anche con le calcografie di Ludovico Furlanetto e Teodoro Viero. Sandi è noto per aver lasciato una ricca produzione di carte topografiche, ma la sua fama resta legata alla serie di ventiquattro isole della laguna veneziana, derivate da disegni di FrancescoTironi, di cui non è rimasta traccia, nonché ai quattro grandi fogli intitolati Raccolta di porti di mare o Prospetti marittimi, che raffigurano i porti del Lido, Chioggia, Malamocco e i Murazzi. Questi lavori costituivano il proseguimento di un ambizioso progetto che puntava ad illustrare l’ambiente lagunare con particolare attenzione alle isole e ai porti. L’avviso ufficiale, diffuso dall’editore Ludovico Furlanetto all’inizio del1781, suggerisce che la prima stampa di Porto del Lido Maggiore sarebbe stata consegnata amaggio di quell’anno e che l’iniziativa, portata a compimento intorno al 1785, pareva incontrare una tiepida accoglienza. Sandi trascorse gli ultimi anni della vita nella sua cittadina natale, dove morì il 14 settembre 1817. Forte di una profonda conoscenza tecnica, si inserisce in quella schiera di incisori veneti che, pur non interessandosi approfonditamente alle dinamiche chiaroscurali, sapevano manipolare il rame con maestria. L’artista utilizzava punte sottili per realizzare una resa illusiva dei valori tonali dai disegni di Francesco Tironi, creando effetti morbidi grazie alla variazione di grigi. Le incisioni Veduta del Porto di Chioggia ai Lidi di Venezia e Veduta del Porto di Malamocco ai Lidi di Venezia, entrambe in terzo stato, appartengono alla ristampa avvenuta tra il1828 e il 1833, curata dall’editore Leone Bonvecchiato, negoziante, libraio e nuovo proprietario dei rami. I titoli originari in latino e l’indirizzo dell’editore Furlanetto furono sostituiti da nuove intestazioni in italiano e dalla dedica a personalità ecclesiastiche di Chioggia, seguiti dall’indirizzo dell’editore.

Terzo stato, 1828 - 33, acquaforte e bulino,
mm 445 x 658; cm 116 x 96 (con cornice)

Bibliografia: D. Succi, La Serenissima nello specchio di rame. Castelfranco Veneto: Cecchetto e Prior, 2013, vol. II, pp. 914 – 933.

  • Lun - Ven: 9:00 - 13:00 | 15:00 - 19:00
  • Sab e Dom: escusivamente previo appuntamento

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