Coppia di mobiletti in legni pregiati
L’eccezionale coppia di mobiletti dall’apprezzata forma bombata e dalle proporzioni ben orchestrate, documenta l’estro inventivo degli ebanisti attivi a Roma durante il terzo quarto del Settecento. In questo contesto, la produzione locale si distinse per una predilezione verso volumi compatti e movimentati ma mai eccessivi, unita a una raffinata selezione di essenze esotiche, utili per la loro resa cromatica brillante. Un luminoso bois de rose delinea un motivo a spina di pesce che percorre i sostegni e la gola incava del sottopiano. Il fronte, articolato in due cassetti perfettamente integrati, è impreziosito da una marqueterie a disegno geometrico, racchiusa da una cornicetta vegetale intarsiata con perizia in bois de violette, bois de rose e legno d’acero. Questo repertorio ornamentale, sofisticato e calibrato nei contrasti cromatici, si estende anche ai fianchi, caratterizzati da una linea dolcemente concava. La cinturina baccellata si raccorda con continuità ai sostegni snelli, la cui curvatura si allarga con naturalezza verso il basso. Il piano è sormontato da una lastra marmorea sagomata in Diaspro di Sicilia, apprezzato per la resa estetica vitale e per la gamma cromatica calda e vibrante, che spazia con variazioni naturali dal giallo ocra al rosso mattone.
Roma, Luigi XV (metà del XVIII secolo)
cm 79 x 87h x 37
Bibliografia di riferimento:
M. Agnelli, Mobili italiani del Settecento. Milano: Mondadori, 1990, p. 70;
A. González-Palacios, Il patrimonio artisticodel Quirinale. I mobili italiani. Milano: Elemond, 1996, pag. 80, n. 24.


